Un viaggio… nel passato

Cara Gloria,

cinque lontanissimi anni fa oggi stavamo atterrando al Valerio Catullo di Verona e le nostre famiglie ci attendevano impazienti dopo quattro spettacolari e terrificanti mesi in Indocina. Quando siamo partite non sapevamo nemmeno cosa fosse l’Indocina. Dopo solo 24h dall’arrivo a Bangkok volevamo già tornare a casa, e la prima chiamata che feci a casa dall’hotel ti ricordi cosa dissi? “Mamma, ma perchè non mi hai proibito di andare? Almeno avrei potuto incolpare te, invece ora sono qui terrorizzata e non posso prendermela con nessuno se non con me stessa”.

Questo fu il nostro inizio, in una Thailandia in rivolta e con un solo punto fermo: un biglietto di ritorno dopo 120 giorni. Oltre ad un altro paio di momenti tosti, passaggi di confine e qualche viaggio notturno in bus alla fine è stato un viaggio davvero incredibile che mai avrei immaginato potesse insegnarmi così tanto. Un viaggio che non potrò mai dimenticare. Mai.

Sembra una vita fa, ma ricordo come fosse ieri che vedemmo la prima volta Angkor Wat in Cambogia, che viaggiammo per due giorni sul Mekong, che assaggiammo il caffè di zibetto o i vermi fritti, che salimmo su una mongolfiera all’alba in Laos o che ci schiantammo in una siepe in motorino in Vietnam.

Cinque anni fa era davvero un mondo diverso, e viaggiare era un’avventura alla cieca. Non avevamo uno smartphone, esistevano ma non pensammo potesse esserci utile, partimmo solo con un vecchio Nokia per le chiamate di emergenza, ma che dimenticai dopo poche settimane su un night bus in Vietnam. Chiamavamo casa usando Skype e prendendo appuntamenti ad orari precisi, che a volte saltavano per i calcoli sbagliati del fuso. L’unico modo che avevamo per raccontare quel che ci succedeva era il blog dove, io a parole e tu con immagini parlavamo dei giorni appena trascorsi.

Ogni mattina quando uscivamo dalla GuestHouse di una nuova città era un salto nel buio, nessuno sapeva dove ci trovavamo esattamente, a volte nemmeno noi lo sapevamo. Usavamo davvero le mappe, facevamo i calcoli di cambio a mente, e ogni volta che salivamo su un bus o un taxi abbiamo imparato ad aver fiducia che ci portasse dove avevamo chiesto (alla fin fine siamo sempre arrivate).

Oggi si viaggia con Google Maps, TripAdvisor, Whatsapp e Grab. Farne a meno deve essere una decisione consapevole e con i rischi che questo comporta. Solo cinque brevissimi anni fa non dovemmo accollarci il peso di questa scelta.
I Trenta mi stanno con il fiato sul collo e già mi viene spontaneo dire: “Ah, bei tempi quelli!

Grazie per aver vissuto con me questa avventura!

Travel with us,
Anna

(La foto di copertina è stata scattata da Gloria a Sukhothai, Thailandia a febbraio 2014)

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