Viaggio a… Bali (part.2/2)

Cara Anna,

Tra meno di un mese anche tu giungerai in questa terra, quindi prendi appunti e per ora gustati il viaggio virtuale.

 

6. Templi

Must di ogni viaggio in sud est asiatico è la visita ai templi del luogo.

7. Il mercato

Io sui mercati (e supermercati) ho un pò la fissa. Mi piace sempre visitarli quando sono all’estero perchè è dove si riesce ad osservare da vicino usi e costumi del luogo. Potevamo perderci quello di Ubud?

Il Mercato di Ubud

8.  Cooking Class

Anche a Bali ho mantenuto la tradizione di fare un mini corso di cucina in ogni stato asiatico (qui trovi le mie esperienze del 2014), la cosa pazzesca è che l’idea è venuta a Michele! Ci siamo divertiti un mondo, abbiamo imparato moltissime cose sul cibo e la cultura indonesiana, ma soprattutto abbiamo mangiato un sacco.

9. Le risaie

Una delle attrazioni più famose di Bali sono i terrazzamenti per la coltivazione del riso (qui ne producono parecchio, sfruttando anche le temperature che permettono due o tre raccolti all’anno). Ma ci sono risaie e risaie. Ci sono le risaie “acchiappa turisti” come questa.

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Ottime per foto per instagram, con tanto di altalene sospese. Oppure ci sono quelle “vere”, meno affollate dove il riso si coltiva per vivere e il turista ci arriva solo se si perde (come noi).

 

10. Sweet Orange, un’oasi di pace.

L’ultimo punto di questa lista va a pieno titolo ad un ristorante davvero speciale, un Warung (come si dice qui). Questo posto disperso nella pace più profonda delle risaie è stato amore a prima vista. Nessuna guida ne parlava, ma in poco tempo è diventato uno dei nostri luoghi preferiti al mondo.

Un luogo fuori dal tempo con buon cibo, una brezza leggera e staff adorabile. Niente traffico ma solo persone immerse a contemplare il panorama. Quando ti troverai qui devi promettermi che fai una cosa: al cameriere dovrai chiedere la password del wifi, anche se non ti servisse fallo, solo questo varrà il viaggio dall’Italia. E per chi non è fortunato come te può scrivermi un messaggio o una email e darò la risposta.

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E se questo già non fosse abbastanza stupendo aprendo il menù abbiamo scoperto il significato, non solo estetico di queste “teste di cocco” appese ovunque.

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Con una donazione di 100.000 rupie (circa 6 euro) si può sostenere un progetto di sensibilizzazione dei contadini locali sull’importanza del riciclo della plastica. Ogni maschera viene realizzata con una noce mangiata dagli scoiattoli (quindi uno scarto) che puoi portarti a casa o personalizzare e appendere insieme alle altre. Un ingegnoso modo per dare un feedback sulle donazioni raccolte. Davvero geniale.

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La nostra è appesa nella capanna centrale sul lato opposto all’entrata. Un segno (positivo) del nostro passaggio.

Ci vediamo presto.

 

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Anna