Gli Hawker Center

Caro Fabio,

sai bene quanto il cibo per me sia una questione molto seria (vedi post) quindi non potevo attendere oltre per raccontarti dello strano mondo dei ristoranti di Singapore.

Naturalmente anche qui esistono locali con tovaglia e tovaglioli, cameriere a disposizione e servizio al tavolo, ma sono molto costosi e noi abbiamo deciso di concederci tale spesa esclusivamente per una buona pizza. In ogni caso non è nei ristoranti che si gusta la vera cultura asiatica di Singapore, per quella bisogna andare in un Hawker Center.

Gli Hawker Center te li devi immaginare come una versione stabile delle nostre fiere estive (qui fa sempre caldo, in effetti). Un ampio spazio al coperto ma non chiuso, con grandi tavolate al centro e tutt’intorno decine di stand da cui ordinare. I venditori forniscono il piatto, poi tutti i servizi collaterali vengono gestiti in comune.

hawker center particolare

A Singapore ci sono centinaia di Hawker Center e migliaia di stand, e sono aperti dalla mattina presto fino a sera. Non c’è un orario preciso in cui si mangia, c’è sempre qualcuno che si gusta una zuppa o un piatto di riso con un pesce fritto, non è fantastico?

Non devi però pensarli come una semplificazione dei ristoranti, ma anzi sono una evoluzione dei venditori ambulanti. L’intera Asia è famosa per i venditori di strada, da cui puoi acquistare davvero di tutto, da uno snack all’intero pranzo. Ovviamente per la pulitissima e ordinatissima Singapore questa tradizione andava resa più efficiente; così a seguito del grande urbanizzazione degli anni ’50 e ’60 sono nati gli Hawker Center (hawker=venditore ambulante; center=complesso) e inseriti vicino a zone densamente popolate come stazioni dei treni/autobus e grandi complessi residenziali.

Tra i vantaggi di questa strategia urbanistica c’è sicuramente al primo posto un miglior controllo delle norme igieniche degli stand e la possibilità di offrire servizi altrimenti impossibili, come piatti e posate riutilizzabili (e non usa e getta) e tavoli e sedie comodi. Inoltre così aumenta la varietà per il cliente che trova sempre quello che vuole in unico posto e ad un prezzo molto competitivo (di solito quando usciamo spendiamo dai 3 ai 5 euro a testa, mangiare a casa per noi è molto più dispendioso). Inoltre un gruppo di amici può andare, prendere un tavolo e ognuno mangiare una cosa diversa.

Per le bibite solitamente c’è un’unica bancarella (zero concorrenza) che fornisce bevande, succhi e caffè. Le posate e i condimenti li trovi vicino a ogni singolo venditore, la cosa però che proprio non ti forniscono mai mai mai mai sono i fazzolettini di carta. Per quelli o te li porti da casa oppure ti devi arrangiare alla meno peggio.

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Ma come funziona pranzare in un Hawker Center? Entri, vedi un tavolo pulito e libero e metti subito un pacchetto di fazzoletti (se te lo sei ricordato), solo dopo puoi avviarti a fare il giro degli stand guardando le foto nelle insegne luminose. Non ti soffermare troppo a studiare gli ingredienti che intravedi perchè altrimenti cominceranno a  chiederti “hai deciso? cosa prendi?”. Una volta intuito il piatto che vuoi mangiare – intuito perchè nessuno ti dirà mai tutto quello che contiene basta comunicare alla cassiera il numero corrispondere e ordinare. Paga in fretta altrimenti rischi che il piatto sia pronto prima che tu abbia messo via gli spicci. Ora con la tua ciotola piena di riso e brodo fumante non ti resta che ricordare quale tavolo avevi preso.

Un evoluzione degli Hawker Center sono le Food Courts, che alzano un tantino lo standard sia per qualità che per il prezzo. Anche se la vera differenza sta tutta nell’aria condizionata, perchè questi complessi si trovano all’interno di centri commerciali, che qui sono più delle piccole città a temperatura controllata, ma di questo parleremo un’altra volta.

Come ti dicevo gli Hawker Center sono davvero tantissimi anche se guardando le foto luminose dei piatti a me sembrano un pò tutti uguali. Non ho ancora sviluppato un palato per cogliere le differenze delle centinaia di spezie presenti e non dichiarate, e inoltre sono ancora restia a mangiare brodo bollente a 30 gradi. Però pare che non siano proprio tutti uguali, pensa che nel 2016 due bancarelle di un Hawker Center a Singapore sono stati i primi street food stand in assoluto a prendere una stella Michelin.

 

Travel with us,

Anna

 

 

 

Fonti: Wiki – thebestsingapore.com – ne.gov.sg

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