Siete pronti?

Una domanda che ci viene fatta spesso in questi giorni è «Siete pronti?» e onestamente l’unica vera risposta che mi viene da dire è: «Ma certo che NO».

Ma forse è il caso che mi presenti e cominci la storia sin dal principio. Era il 1989 quando in una sera di primavera verso l’ora di cena venne al mondo… Ok forse meglio cominciare da un principio meno principio.

Sono Anna e tra qualche giorno mi trasferirò con Michele (mio marito) a Singapore.

In questo blog vi racconterò della nostra nuova vita, delle cose divertenti, folli, strane che incontreremo. Un modo per farvi vivere con noi questa esperienza.

Fatte le presentazioni, torniamo alla minacciosa domanda «Siete pronti?», alla quale un giorno spero di avere la prontezza di rispondere «E tu? Sei pronto alla vita?». Perché ad essere sinceri e nemmeno tanto filosofi, tutta la nostra esistenza può essere vista come un viaggio, magari gli spostamenti sono meno di 10.000km alla volta, ma spostarsi di per sè non è nulla eccezionale. Lo fanno milioni di persone ogni giorno, e ormai sempre più spesso con motivazioni ben più importanti della nostra.

Il guaio della faccenda è che non si può essere davvero pronti a qualcosa di nuovo. Con il tempo e con i viaggi ho capito che l’essere pronti non si basa su valigiafatta.hotelprenotato.bigliettipresi. Ma piuttosto su uno stato mentale, una condizione di rilassatezza e prontezza, che detto in una parola: resilienza.

In psicologia, la resilienza è la capacità di affrontare in maniera positiva i cambiamenti e di riorganizzare la propria vita davanti alle difficoltà, “di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità” (fonte: Wiki)

Ecco, secondo me l’unica cosa che davvero ci renderebbe pronti sono quei 23kg di resilienza da mettere in valigia. Tutto il resto è superfluo. Tranne il passaporto.

Ci sentiamo presto dall’altra parte,

Anna